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POSSO PARLARVI DI LUCA? di filippo d'attolico

Al momento il suo nome è Luca, e basta.
Ma fra qualche giorno si farà tanto rumore con lui, per lui, attorno a lui, che tutto farà parlare di lui: di Luca.
Luca è un bambino come tanti altri, anzi no, lo era; si, lo era perchè anche lui in passato ha conosciuto la spensieratezza di una giovane età che viveva serenamente: frequentava una scuola come tante, aveva amicidzie come tutti, un piccolo e birichino fratello che gli teneva compagnia nei momenti di relax.
Poi di colpo, per uno strano e maldestro destino, la sua ita è cambiata, si è stravolta: le sue labbra, quelle dell'ingenuità che contraddistingue ogni fanciullo, hanno smesso di sorridere, i suoi occhi, profondi e penetranti, hanno cessato di vedere, i suoi arti, agili e scattanti, hanno finito di muoversi, la sua voce squillante e sonora ha terminato di cantare.
Proprio così, la cattiveria del mondo ha prevalso su Luca! E il disumano e violento comportamento di sconosciuti (forse suoi stessi compagni di giochi) hanno tolto a Luca quanto di più bello la natura gli avesse donato: la vista del suo fratellino, della mamma e del papà.
Luca per un attimo ha cessato di vivere!
Ma poi si è ribellato, non ha accettato quel destino infame che voleva privarlo di tutto e, dicendo "no!" alla morte e "si!" alla vita, si è risvegliato dall'incubo delle tenevre che lo avevano portato via, lontano dai suoi affetti, dai suoi giochi, dal suo mondo che tanto ama e che tanto più ancora desidera vivere.
Luca non ha mai smesso di combattere e adesso è fra noi, ha 13 anni e frequenta nuovamente una scuola; è circondato da tanti amici che gli vogliono bene, gioca con il suo fratellino, riceve le tenerezze di papà e l'immenso amore della sua mamma.
Però i suoi occhi non sono ancora spenti, la sua voce è tremula, le sue mani non possono impugnare una penna per scrivere con caratteri cubitali: "NO ALLA VIOLENZA! RIDATEMI LA VITA!"
Ma il suo cuore batte forte e ci chiede di aiutarlo, di mostrargli tutta la nostra sensibilità, la nostra solidarietà, il nostro affetto. Una sensibilità, una solidarietà, un affetto fatti non solo di parole confortevoli, di abbracci amichevoli, di quant'altro possa calorosamente colmare i disagi che Luca prova, ma di un sostegno finanziario di cui Luca ha bisogno per riprendere a vivere, ridando luce ai suoi occhi, movimento ai sui arti, timbro alla sua voce.
Luca ha bisogno di tutti noi, grandi e piccoli, pensionati elavoratori, professionisti e disoccupati, atei e credenti di ogni religione. Di tutti! senza esclusione di alcuno.
Una particolare macchina iperbarica, unica al mondo esistente in Florida può restituire a Luca ciò che la nostra cattiveria gli ha ingiustamente tolto, rivitalizzando le sue cellule cerebrali, facendolo ritornare a sorridere.
Ecco dunque il nostro impegno: sia che abitiamo a Giovinazzo , o in provincia, o in regione o fuori del continente, abbiamo il dovere morale di dire sì a Luca, di sostenere questa sua ennesima battaglia per sconfiggere i lmale che è ancora dentro di lui. I suoi compagni di scuola, di tutte le scuole di Giovinazzo, si sono già organizzati per lui progettando un calendario avente come tema: "I diritti del bambino". Sono già pronti per idstribuirlo nelle loro famiglie, in tutte le famiglie compresa la mia e la tua, caro lettore. Luca ha bisogno di tutti noi: per poter di nuovo, un giorno impugnare una penna e scrivere:
NO ALLA VIOLENZA! RIDATEMI LA VITA! |
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