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FACCIAMOCI UN REGALO! dal mensile "La Piazza di Giovinazzo"
Pare che quest'anno toccherà essere egoisti. E così sia, che Giovinazzo si regali la sua storia di Natale! Troppe ne ha viste negli ultimi mesi e almeno un happy end se lo merita.
La macchina della solidarietà, come si suol dire in questi cas, si è già messa in moto e l'obiettivo non è poi così lontano. Noi abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte, ma è giunto il momento di raccogliere le energie finali, occorre un colpo di reni: Luca ha bisogno della città e della sua solidarietà, la città ha bisognodi Luca per tornare a sentirsi una comunità e non solo un grumo di palazzi attorno a una piazza. La causa del tredicenne che può tornare a vivere anche grazie al nostro sostengno sia vissuta come una sfida grazie alla quale un aggregato informe di individui si fa collettivitià e cittadinanza attiva. Dunque che sia un'occasione da cogliere per le scuole, per aiutare gli insegnanti a spiegare - e gli alunni a comprendere - un concetto spesso fumoso come la filantropia. La Chiesa non si lasci scappare, mobilitando il suo solido tessuto sociale e la sua rete di rapporti, l'opportunità di uscire dalla dottrina e ritrovare nella carità la sua ragion d'essere. Lo stesso appello vale per la politica che grazie a Luca può aprire le porte del "palazzo" e farsi portatrice, coseì come dovrebbe essere sempre, delle istanze dl più debole dei suoi cittadini, mentre questi ultimi troppo spesso sono considerati solo elettori. La chance non può non essere afferrata dai ceti produttivi - artigiani, commercianti, imprenditori - per mostrare il volto sano di categorie la cui immagine, a torto o a ragione, è sempre più confusa con quella del "padroncino" o dell'evasore fiscale.
Luca dev'essere supportato dalle famiglie, dai singoli cittadini, perchè quello che ieri è successo a lui può accadere domani a me o a te. Per il ragazzo si è mosso, attraverso il suo show, anche Maurizio Costanzo - uno che, per intenderci e per fare solo un esempio, è riuscito a tagliare fuori l'Italia dalla produzione di mine antiuomo - e questo è un bene perchè la faccenda esce dai suoi confini cittadini e si inserisce in un quadro piùampio. Gli effetti - amplificati ulteriormente da Internet grazie al quale si superano facilmente i confini nazionali - già si vedono: la vicenda ha commosso una grossa fetta di pubblico e dalle scuole di Molfetta, Bisceglier e altre città limitrofe giungono notizie di maestre e professori in prima fila per raccogliere fondi attraverso recite concerti o tramite la costruzione di piccoli manufatti da vendere nei mercatini natalizi.
Il ct della Nazionale di ciclismo Ballerini ha sposato la causa di Luca, forse lo farà anche l'artista Laura Pausini, perchè se Luca ama laura Pausini anche Laura Pausini deve aprire il cuore a Luca senza porsi il problema di misurarsi con gli ostacoli che abbiamo dentro nei confronti dell'amore.
Ma la storia di Luca è diventata anche un modo per mettere gli alunni, suoi coetanei, difronte a tematiche - la violenza, il coraggio, la solidaretà - che difficilmente sarebbero state affrontate con la stessa efficacia.
Ma è la città di Giovinazzo che qui si gioca la partita più importante: guardarsi allo specchio e scoprirsi un soggetto unico e vivo o un ordinato intreccio di strade percorse da "familismo amorale" di chi le calpesta. Scusate l'enfasi, non vogliamo ergerci a giudici delle coscenze.
Forse sarebbe stato più efficace cavarsela con il paradigmatico "basta poco, che ce vò" del comico Giobbe Covatta. Il fatto è che qui non si parla di nobili cause o di obiettivi irraggiungibili. Non vogliamo farbi la predica sui cambiamenti climatici, su come azzerare il debito dei paesi poeri o sconfiggere l'Aids. quella è roba da rock star, da raccolta fondi di vip annoiati in qualche asta di beneficenza sorseggiando champagne. Quello per cui chiediamo sforzo e mobilitazione è l'obliettivo più piccolo che ci si possa prefiggere: il ritorno alla normalità di una vita. L'irripetibile banalità di un'esistenza, se permettete. Proprio così.
Per Luca vogliamo una noisa giornata a scuola, la prima fidanzata e una delusione d'amore, la fila al supermercato e un treno in ritardo, l'arrivo della primavera e una pennichella, una partita a calcetto e il mutuo da estinguere, un tuffo in mare e il letto da rifare, una passeggiata in bicicletta e un film al cinema, la pizza con gli amici e un lavoro precario, i figli da portare in palestra e il caffè al bar, una domenica uggiosa e l'aperitivo alle sette, il parcheggio che non si trova e mettersi a dieta, una sbronza il sabato sera e l'acqua del rubinetto, il giorno della laurea e le bollette da pagare, i festeggiamenti per il mondiale e le rate della macchina, il girnale la mattina e le nozze d'argento, raccogliere un fiore e portare giù il cane, il driin della svegli e el'apparecchio per i denti, farsi la barba e vincere al lotto, una mostra, un concerto, troppi funerali, molti matrimoni, il dolore, il divertimento, la malinconia, una risata, il mal di testa, un bacio sulle labbra.
Aiutiamo Luca, facciamoci un regalo. |
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